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"MERLINA"
NOTIZIE, CURIOSITA' E DIALOGHI CON I BUROLESI "Ognuno può suonare senza timore e senza esitazione la nostra campana. Essa ha voce soltanto per un mondo libero, materialmente più fascinoso e spiritualmente più elevato" Adriano Olivetti
sabato 5 maggio 2018
venerdì 27 aprile 2018
Serate appetitose
SERATE
“APPETITOSE” PRESSO IL SALONE ALBATROS
(
mezzo secolo di Burolo nella DOC)
In
occasione del 50° della DOC dell’Erbaluce di Caluso e Carema, il
Comune di Burolo ha voluto ricordarne la propria entrata con due
belle iniziative.
Giovedì
12 aprile una degustazione “laboratorio” di 4 rinomati Passiti di
Erbaluce, abbinati ai formaggi erborinati. Si ricorda che da sempre
Burolo è uno dei paesi della DOCG che si distingue per la bontà del
Passito, premiato nei tempi come migliore, per ben tre volte.
La
serata, è stata organizzata con la collaborazione della Sig.ra
Loredana Aprato, responsabile del Club Papillon, Mario Zanotti
Docente Scuola Alberghiera e Domenico Tappero Merlo, Sommelier e
conoscitore dei vini del territorio.
La
seconda, svoltasi sabato 14, è stata una serata enogastronomica con
due prodotti tipici di due territori piemontesi.
Per
l’occasione, quindi, si è creato un gemellaggio tra Comune e Pro
Loco di Burolo, Comune di San Germano Vercellese e La famija
Sangermaneisa.
I
cuochi di quest’ultima hanno preparato il piatto tipico del
territorio vercellese LA
PANISSA con
il riso prodotto principale della cucina locale, riso che, per
l’occasione, è stato abbinato all’Erbaluce vino tipico del
nostro territorio.
In
sinergia con la Pro Loco di Burolo che ha preparato alcuni piatti
tipici i numerosi partecipanti alla serata hanno potuto deliziare il
palato con:
Salam
e Salam Patata
Acciughe
al verde
Lingua
in salsa rossa
Panissa
vercellese
Tomini
elettrici
Dolce
d’la Famija Sangermanense
Turcit
e Paste d’Melia
Caffè
con stisa
E
ovviamente Erbaluce di Caluso
Un
grazie al Presidente del Consorzio di tutela dell’erbaluce DOCG di
Caluso e del Carema e Canavese DOC, Sig.ra Caterina Andorno, che ha
supportato e patrocinato i due eventi Burolesi.
Un
ringraziamento a tutti i cuochi che si sono adoperati per la riuscita
della serata e a tutte le persone che hanno avuto l’idea di
ricordare il mezzo secolo di Burolo nella DOC.
I
buon gustai aspettano con impazienza il prossimo evento
enogastronomico.
Simona Ottino
mercoledì 25 aprile 2018
A BUROLO TENNIS TUTTO L’ANNO
È stato
sicuramente un esperimento ben riuscito, quello proposto
dall’Amministrazione Comunale del Sindaco Franco Cominetto.
Dopo il
successo estivo del campo da tennis di Burolo attualmente gestito da
Franco Lot, tennista esperto che ormai da diversi anni si dedica alla
cura del medesimo con passione e dedizione, era nata l’ipotesi di
dare la possibilità ai giocatori dell’utilizzo del campo anche nei
mesi freddi, quando temperature rigide e maltempo non lo avrebbero
permesso.
Non è stato
facile, dati i costi elevati, ma grazie al contributo della Regione
Piemonte, nel mese di febbraio è stato installato il pallone di
copertura.
Una
scommessa non priva di rischi, considerato che comunque febbraio è
vicino all’approssimarsi della primavera e del bel tempo.
La spesa per
l’installazione e la manutenzione della copertura del campo è
infatti elevata, e in soli tre mesi si è voluto fare una sorta di
esperimento, per vedere se installarlo successivamente già nel
periodo autunnale.
Una
scommessa certamente vinta, perché l’affluenza al campo da tennis
è stata altissima, oltre ogni aspettativa, grazie anche al prezzo
agevolato di 18€ all’ora.
La bellezza
e la tranquillità del luogo, da sempre apprezzati, e la scarsità di
strutture simili sul territorio, hanno portato i tennisti, fra cui
anche diversi maestri con i loro piccoli e grandi allievi, a
raggiungere prenotazioni anche per dieci ore al giorno.
Visto
l’arrivo del caldo in anticipo sui tempi, e le conseguenti
temperature troppo elevate all’interno del pallone, si è deciso di
scoprire il campo, dando il via alla stagione primaverile ed estiva,
in attesa di bissare il successo anche nei mesi autunnali e
invernali.
Buon tennis
a tutti gli appassionati!
Alessandro Ottino e
Simona Ottino

lunedì 16 aprile 2018
Il caso Facebook- Cambridge Analytica
Facebook,
il leader dei Social Network, è nell’occhio del ciclone per due
fenomeni che riguardano il cuore delle sue attività: l’utilizzo
irregolare di suoi dati per campagne politiche aggressive e
fraudolente e la scarsa tutela prestata alla protezione dei dati
sensibili degli utenti.
Si
tratta di due questioni di fondo per la vita democratica, nell’epoca
di internet e dello strapotere delle aziende moderne informatiche, di
cui Facebook è solo un campione esemplare. Pertanto, la discussione
di questo caso e il come sarà risolto ci diranno molto sulla nostra
libertà nel futuro delle nostre democrazie.
Il
16 marzo di quest’anno 2018, Facebook effettua una dichiarazione
inaspettata, rivelando la sospensione dei suoi rapporti con la
società inglese Cambridge Analytica, una società di analisi dati
con fini politici, e con due psicologi con cui Facebook operava.
Questa società è accusata di aver fraudolentemente utilizzato
cinquanta milioni di dati anagrafici di utenti Facebook per le sue
attività di consulenza elettorale (in seguito Facebook preciserà
che i dati utilizzati fraudolentemente sono circa ottantaquattro
milioni). Facebook, congiuntamente, riafferma con forza le proprie
politiche di protezione dei dati degli utenti e le necessarie
iniziative che verranno intraprese per rafforzare la loro tutela.
I
fronti di guerra aperti con tale dichiarazione sono due: il primo
implica le indebite intrusioni delle attività di Cambridge Anlityca
nelle ultime elezioni Usa, a danno di Hillary Clinton, nonché nella
Brexit, intrusioni avvenute tramite l’utilizzazione di dati
Facebook. Ovviamente, il secondo fronte è costituito dal tema della
sicurezza e della protezione dei dati dei suoi utenti.
Cambridge
Analytica ha acquisito i dati e le procedure di talune ricerche
psicologiche autorizzate da Facebook per scopi accademici, circa la
possibilità di profilare le caratteristiche degli utenti analizzando
le loro reti degli “Amici”
e le loro preferenze (i “
mi piace”).
I volumi dei dati coinvolti sono stati fraudolentemente estesi dal
piccolo campione accademico alle decine di milioni realmente
impiegati e questi dati sono stati inoltre utilizzati per i fini
politici non autorizzati. La profilazione degli utenti è stata
utilizzata per un marketing politico molto mirato. La campagna contro
la Clinton è stata poi orchestrata per Cambridge Analytica da Steve
Bannon, consigliere e stratega di Trump, il quale ha utilizzato in
tale campagna fake
news,
informazioni scorrette e disinformazioni, lanciate anche attraverso
canali internet non individuabili. Questa attività è ora oggetto
delle interrogazioni politiche nelle varie sedi istituzionali.
Facebook
ha preso la distanza da queste metodologie scorrette anche con un
proprio rapporto interno dell’aprile 2017, in cui esamina la
casistica di queste pratiche e indica come intende lavorare per
prevenirle.
Per
capire meglio come Facebook abbia perso il controllo su queste
attività improprie, occorre conoscere un po’ meglio come funziona
Facebook e la sua politica di sviluppo.
Facebook
nasce nel 2004 e riscuote con la sua politica della connessione tra i
suoi utenti un successo strepitoso. Nel
luglio 2017, in Borsa, l'azienda supera un valore totale di mercato
di 500 miliardi di dollari.
Oggi
gli utenti di Facebook raggiungono i due miliardi nel mondo. Le
anagrafi degli utenti sono connesse dai due reticoli degli “amici”
e delle preferenze manifestate dagli utenti stessi. Si tratta di 100
miliardi di Amicizie, di 250 milioni di foto caricate al giorno, di
circa 3 miliardi di “mi
piace”
o commenti caricati quotidianamente. Attualmente
il centro dati di Facebook conta più di 100 pentabytes di foto e
video.
Per
facilitare queste connessioni e per ampliare i servizi da offrire
agli utenti, Facebook ha esteso l’accesso ai suoi dati a molti
sviluppatori terzi, che hanno creato molteplici applicazioni
d’interesse degli utenti. Ad esempio, Facebook consentiva di
caricare nelle anagrafi i numeri di telefono o gli indirizzi email
degli utenti stessi. Altre applicazioni informavano gli utenti degli
Eventi di loro interesse. Le iniziative di profilazione psicologica
facevano parte anche di tale politica.
Non
si è badato molto a verificare se tali applicazioni utilizzassero i
dati degli utenti con il loro consenso o meno e, man mano, si è
perso il governo del fenomeno, poiché anche il controllo di tale
attività è stato assai scarso se non inesistente.
Già nel 2010 ricercatori della Penn State University avevano
registrato che solo 148 delle 1800 principali app usate su Facebook
chiedevano il permesso per l’accesso ai dati degli Amici di chi le
usava.
Oggi
lo stesso Zuckerberg si è pentito: "Credo
davvero che all'inizio avessimo questa visione molto idealista su
come la portabilità dei dati avrebbe consentito una serie di nuove
esperienze",
ha confessato a Wired nelle scorse ore, "ma
credo che il feedback ricevuto oggi dalla nostra community e dal
mondo sia che la privacy e la sicurezza dei dati siano più
importanti di rendere semplice l’utilizzare più dati e avere tipi
di esperienze diverse".
La consapevolezza, cioè, che si è trattato non di un "data
breach", ma di un "breach of trust": non una
violazione informatica, ma della fiducia degli utenti.
Giovanni de Witt
giovedì 5 aprile 2018
Intervista a Franco Cominetto, Sindaco di Burolo
La corsa dei primi quattro anni, tra salite e discese
Franco Cominetto è al suo primo mandato e gli abbiamo
chiesto quali sono stati i momenti più difficili e quali invece le
soddisfazioni.
I
primi mesi sono stati molto impegnativi, perché tutto era nuovo e
non c'è stato un “passaggio di
consegne ” da parte del suo predecessore Ma ci ha
raccontato di averli superati con soddisfazione grazie all'aiuto del
Segretario, dei dipendenti comunali e del Vice Sindaco.
Un'altra grande difficoltà è stata rappresentata dai
tagli ai trasferimenti statali e regionali ai comuni, quasi 240 mila
euro in quattro anni e la vera sfida è stata quella di mantenere i
servizi senza aumentare i tributi locali. Il rapporto con i Burolesi
che pensano che anche la pressione dell'acqua di casa sia competenza
del Sindaco, ma anche la soddisfazione di essere al centro di una
comunità. Chi usa toni forse troppo saccenti e chi invece è più
disponibile al dialogo, insomma c'è di tutto un po'.
Proprio sul tema della comunicazione con i cittadini gli
abbiamo chiesto cosa è stato fatto fino ad ora. Ci ha ricordato che
c'è la possibilità di iscriversi alla mailing-list del comune
lasciando il proprio indirizzo e-mail in municipio, così come la
possibilità di attivare gratuitamente Alert-system. Comunicando il
proprio numero di telefono si riceverà tramite una registrazione
vocale l'avviso di possibili interruzioni dei principali servizi
comunali.
Abbiamo poi parlato delle opere pubbliche realizzate.
Sono stati demoliti i muri di contenimento del ponte sul rio Reale
alla Maddalena e ricostruiti i vecchi muri che, per un tratto prima
del ponte, bordavano la strada. Questi interventi non sono costati un
euro alle casse comunali, perché finanziati interamente dalla
regione con i contributi delle passate alluvioni.
Rimane ancora sospesa la querelle giudiziaria con la
SMAT per la gestione dell'acquedotto comunale. Burolo non vuole
correre il rischio che la sua acqua perda la purezza e aumenti il
costo per i contribuenti in una gestione aziendale di SMAT. Le
pratiche sono al momento ferme per lungaggini burocratiche.
Confidiamo in questi ritardi per goderci la nostra ottima acqua.
La fine dell'anno vedrà finalmente l'approvazione
definitiva del nuovo piano regolatore, che è in gestazione ormai da
quasi dieci anni. Ereditato dalle amministrazioni precedenti, il
Sindaco ci assicura che dopo un lungo confronto con la regione,
finalmente arriverà al traguardo.
L'abbattimento dell'edificio abusivo in Via Garibaldi è
stato possibile dopo un lungo e complesso iter burocratico, iniziato
già dalle amministrazioni precedenti. Il piccolo ecomostro
troneggiava nel centro storico del paese, deturpandolo, ora al suo
posto ora sorge una piazzetta con due posti auto e un giardinetto con
due panchine. La piazzetta verrà inaugurata e intitolata ai “Musici
Burolesi”.
I rapporti con i Sindaci dei comuni limitrofi sono
buoni, ma il giudizio di Franco Cominetto sulla “Unione della
Serra” non è molto positivo. I servizi in condivisione sono pochi
e non vi è per il futuro in progetto la condivisione di altri. Lo
Stato incentiva l'accorpamento di più comuni concedendo cospicui
contributi. Il nostro Sindaco non ritiene praticabile questa via
perché rischierebbe di far perdere l'identità storico-culturale ai
burolesi. Ricorda che la divisione di Burolo da Bollengo,
precedentemente uniti dal regime fascista, ha permesso alle due
amministrazioni di crescere autonome e indipendenti senza difficoltà.
Abbiamo anche affrontato il doloroso tema del trasferimento della
scuola elementare ad Albiano, resa inevitabile dal fatto che a Burolo
i bambini non erano sufficienti per tenerla aperta. Le pluriclassi
non erano una soluzione e Bollengo non aveva posti disponibili.
L'edificio è ormai da poco più di un anno e mezzo utilizzato, in
comodato d'uso, dalla associazione “Sillaba”, che ha una
convenzione con ASL. Pagano luce, gas e accolgono gratuitamente
alunni di Burolo che dovessero avere bisogno dei loro servizi.
L'associazione Sillaba si occupa di aiutare bambini con problematiche
diverse e la loro professionalità sembra ormai molto apprezzata
dalle famiglie del territorio.
Dal punto di vista finanziario questi quattro anni di
amministrazione non hanno visto grosse problematiche, non vi è stato
neppure bisogno di rinegoziare i mutui ancora attivi e si è sempre
chiuso in pareggio. Un po' diversa la situazione del personale,
perché purtroppo non si potrà sostituire Diego , stimato
cantoniere, mancato pochi mesi fa. La normativa nazionale non lo
permette e anche la sostituzione del personale in maternità o in
malattia è sempre molto critica, perché i costi ricadono
completamente sulle casse comunali e non c'è contribuzione da parte
dell'INPS.
Avremmo voluto fare ancora tante domande, ma il tempo è
volato. Se però l’articolo vi è piaciuto, scriveteci e torneremo
per una seconda puntata!
Giovanni Repetto
Ennio Mucelli
mercoledì 21 febbraio 2018
De.C.O per i fagioli grassi
Come
mai questa novità?
Dopo
l’approvazione da parte del Consiglio Comunale dell’istituzione
del registro comunale De.C.O. è stata avviata da parte
dell’Amministrazione la procedura per il riconoscimento di questo
piatto tipico della tradizione carnevalesca.
Procedura
molto lunga e laboriosa che ha avuto inizio nel 2016 e che ha
richiesto in primis la ricerca di notizie inerenti la storicità di
questo piatto per la popolazione burolese.
Eccone
un breve estratto.
“L’inizio
della Storia dei fagioli grassi a Burolo con la relativa festa del
Carnevale non è nota. Sicuramente dopo il 1600 quando il Paese passò
definitivamente sotto il dominio dei Savoia e probabilmente alla fine
del 1800, come da memoria storica della sig.ra Cominetto Maria
ved.Chiej centenaria Burolese, che nei suoi ricordi da sempre ha
sentito parlare i genitori e gli anziani di questo piatto
caratteristico.
La
raccolta dei fagioli veniva organizzata a Burolo da un Comitato che,
15 giorni prima della data fissata per la festa, accompagnato dalla
Banda Musicale passava per le case a raccogliere vino, salami, lardo,
ossa derivate dalla lavorazione del maiale e ovviamente fagioli”.
Non
solo storia, ma anche ingredienti, preparazione e cottura sono stati
dettagliamente descritti nella richiesta.
Ultimo,
ma per questo non meno importante, il logo: la scelta fatta è stata
quella di utilizzare l’antico simbolo di Burolo proprio per
ricordare meglio le tradizioni.
È
stato, inoltre, necessario, istituire una commissione formata dai
signori Doriano Regruto (chef e presidente dell’Associazione
Ristoranti della tradizione canavesana), Adriano Albi (esperto e
conoscitore della cucina burolese), Andrea Gannio Vecchiolino
(consigliere comunale), Loredana Aprato (delegata Club Papillon Ivrea
e Canavese ) che valutata la domanda pervenuta dal
Presidente
del gruppo fagiolari di Burolo ha
espresso parere favorevole al piatto tipico proponendone alla Giunta
l’iscrizione al registro.
La
De.C.O. non deve essere confusa con marchi quali DOP o IGP, ma è
comunque un riconoscimento di qualità, certificazione e di
attestazione di un forte legame tra questo prodotto culinario e il
territorio comunale.
Burolo
risulta essere il primo Comune del Canavese ad avere un
riconoscimento di questo tipo.
Un
valore aggiunto per il Nostro paese
che permette di promuovere il nome di Burolo come richiamo verso un
turismo di nicchia che ama queste particolarità.
Un
grazie al gruppo dei Fagiolari che con la loro maestria ogni anno
rinnova la tradizione di questo straordinario piatto di origine
contadina, molto gustoso, ideale da assaporare per far riscoprire i
ritmi lenti della vita.
Simona
Ottino e Monica Billia
mercoledì 14 febbraio 2018
Con tutti i poveri che abbiamo...
Non so se è capitato anche a voi in
qualche mattina d’autunno- inverno di vedere nel cielo vaste
striature biancastre in direzione di Novara. Un ascia lunga e
stretta, come binari, che percorre molti chilometri, distesa sulla
pianura per poi disperdersi.
Più volte l’ho guardata incuriosito,
mentre camminavo speditamente tra le colline e mi son chiesto cosa
potesse mai essere. Una nube? Impossibile; un aereo a reazione,
neppure, troppo larga ?… e invece si ho scoperto che si trattava
proprio di un aereo a reazione ma non passeggeri, era il famigerato
cacciabombardiere F 35.
Quella scia biancastra che a prima
vista poteva avere persino un tratto poetico, in realtà era un
enorme uccello di morte incombente sulla pianura che da qui si vedeva
così bene: l’aereo evidentemente faceva esercitazioni.
Quando ho capito di cosa si trattava mi
son venuti foschi pensieri: ma l’Italia non “ripudia la guerra”
a mente della nostra Costituzione? E questi sono assolutamente aerei
offensivi, come le portaerei di cui già ci fregiamo.
Con tutta i poveri che abbiamo ci
prendiamo il lusso di spendere decine di miliardi non solo per
comprarli ma per mantenerli. Quanti bambini potremmo nutrire curare
con un’ora di volo di un F35 visto che vale tra i 60 e 70 mila
Euro?
Eppure quasi nessun partito si oppone a
questo scialo di denaro e di morte.
Luigi Giario
venerdì 2 febbraio 2018
E' solo un gioco
Ventiquattro
ore senza spendere nulla. Potrebbe essere un modo di iniziare questo
nuovo anno. Perché no, mettersi alla prova, capire quanto siamo
liberi nel fare i nostri acquisti o quanto le condizioni esterne,
mode, pubblicità, influenzano il nostro modo di vivere.
Ventiquattro
ore senza spendere nulla credo sia impegnativo ma stimolante per
comprendere i bisogni autentici e quelli indotti. Si sa che viviamo
nella cosiddetta società dei consumi, nel senso che se non si
consumasse si fermerebbero le produzioni di beni, chiuderebbero le
aziende e molti lavoratori perderebbero la loro fonte di reddito, non
pagherebbero più le tasse e si impoverirebbe anche lo stato. Insomma
la dinamica è un po' questa.
Allora
perché suggerire questo giochino delle ventiquattro ore senza
acquisti. Se ci limitassimo a una giornata all'anno a titolo
simbolico non succederebbe niente sul piano economico, ma si
troverebbe più tempo da dedicare agli amici, ai familiari, si
potrebbe leggere e guardarsi intorno.
In
realtà penso che si dovrebbe andare oltre, alla ricerca di una vita
più semplice, di una maggiore sobrietà. Per mantenere questi
livelli di vita le nostre società devono produrre molti beni e per
produrre molti beni c'è bisogno di tanta energia. Le materie prime
per la produzione di energia, che l'uomo prende dalla natura, non
sono infinite e la popolazione mondiale tende a crescere velocemente.
Il
modello economico in cui noi viviamo, molto diffuso nel mondo ha
creato benessere a livelli diversi, ma dobbiamo anche dire che
accentrando la ricchezza nelle mani di pochi ha anche procurato una
grande povertà. I livelli di consumo raggiunti in grandi aree del
pianeta si stanno dimostrando incompatibili con l'ecosistema. I
cambiamenti climatici dovuti al surriscaldamento dell'atmosfera e
degli oceani stanno procurando danni immensi e cambiamenti epocali.
E'
evidente che tutti questi temi meritano di essere approfonditi, ma
voglio condividere con voi alcune riflessioni.
Quando
da ragazzo mi avvicinai alla politica avevo una vaga idea della
giustizia, dei rapporti fra gli uomini e di come io li desideravo.
Nei partiti trovavo in ognuno la difesa di determinati interessi, chi
si ispirava al mondo del lavoro e chi invece esaltava le differenze e
le varie opportunità della democrazia e delle libertà individuali.
Sentivo già allora un maggior interesse per le questioni che
riguardavano l'intera umanità che non quelle del singolo.
Siamo
tutti disposti ad ammettere che la nostra libertà finisce dove
inizia quella di un'altro, ma limitiamo per lo più questo concetto
al massimo dentro i confini nazionali.
Non
solo le guerre, la fame, i regimi dittatoriali, ma anche le nuove
condizioni climatiche sono motivo di grandi migrazioni. Oggi divido
il mondo in pance piene e pance vuote e finché c'è una pancia vuota
vuol dire che ancora non c'è giustizia.
Produrre
sempre di più per mantenere i nostri livelli di vita accelera il
consumo delle risorse e quindi l'impoverimento del pianeta. Le
energie alternative e pulite, da sole non sono sufficienti. Ancora
oggi le questioni drammatiche che ho citato inducono a cercare delle
risposte. Nella testa di chi governa il mondo pare non vi sia posto
per queste problematiche, l'ottica è sempre quella di puntare ad una
maggiore crescita, per uscire dalle crisi sempre più frequenti e
durature. Quello che però si prefigura è un maggiore precariato e
forme di lavoro che somigliano sempre di più a una nuova schiavitù.
La
critica all'economia in quanto modello, la critica alla tecnologia e
al cosiddetto progresso, la critica al monopolio, alla finanza, sono
sempre benefiche.
Occorre
diffidare di un certo ottimismo di buon mercato, di chi se ne serve
magari anche in buona fede spacciandosi per neutrale. Nulla è
neutrale, per la semplice ragione che tutto è prodotto dall'uomo.
Tutte le ricerche dell'uomo hanno carica positiva e negativa in
rapporto alla funzione per cui sono nate. Voglio dire che criticare
le armi ancora non comporta una implicita critica alla guerra. Il
rapporto fra l'aspetto positivo e negativo è sempre assai complesso,
ma c'è ed è bene ricordarsene sempre. Sembra si sia costruito un
fronte unico in favore della tecnica, dei monopoli, della
pseudoscienza dell'economia e delle sue regole.
Nella
critica a questa apparente armonia sarebbe insufficiente attaccare un
aspetto senza aggredire anche l'altro. Bisogna sempre essere molto
attenti nell'esaminare come le conquiste della moderna tecnologia
possono essere volte a beneficio dell'uomo, o contengano un
potenziale regressivo. Accettare senza riserve il progresso
tecnologico è sempre pericoloso. Gli strumenti e i metodi produttivi
si devono vagliare non solo in funzione del loro uso, ma dalle
ripercussioni e dall'impatto che possono determinare a livello
sociale.
Ennio
Mucelli
domenica 7 gennaio 2018
CIAO DIEGO
Il
2017 si è chiuso con una grande tristezza nel cuore di tantissimi
Burolesi.
Il
31 dicembre Diego Maniscalco ci ha lasciati.
Dipendente
Comunale da più di 30 anni, Diego si è sempre contraddistinto per
la sua serietà e puntigliosità sul lavoro, ma quello che spiccavano
in lui erano la generosità, l’altruismo, la sua disponibilità
verso tutti, il senso del bene comune.
Anche
se negli ultimi anni la malattia lo aveva messo alla prova duramente,
ha sempre cercato di combatterla con grande forza d’animo e volontà
e fino a quando le forze glielo hanno permesso non ha mai fatto
mancare il suo apporto lavorativo.
Di
Diego c’è un ricordo bello in ogni persona che lo ha incontrato e
non potrebbe essere diversamente. In chi lo ha conosciuto, in chi gli
ha lavorato quotidianamente accanto c’è una parte dell’aspetto
umano di Diego che porterà sempre nel cuore.
Il
mio personale è il ricordo del compagno di scuola prima,
successivamente del genitore attento nel seguire la crescita e le
esigenze di Mirko, del collaboratore prezioso nel risolvere i “guai”
a scuola. Sempre discreto nell’operare e nel trovare il momento più
opportuno per svolgere il suo lavoro senza disturbare l’attività
scolastica.
Diego,
mancherai a tantissimi, ma le persone non si perdono mai se le hai
nel cuore perché nessuno muore sulla Terra finché vive nel cuore di
chi resta. Abbiamo perso la tua presenza, ma ciò che ci hai
lasciato, quello non lo perderemo mai.
Ciao
Diego, ti salutiamo con questo Canto
Navajo
Non
restare a piangere sulla mia tomba.
Non
sono lì, non dormo.
Sono
mille venti che soffiano.
Sono
la scintilla diamante sulla neve.
Sono
la luce del sole sul grano maturo.
Sono
la pioggerellina d’autunno.
Quando
ti svegli nella quiete del mattino…
Sono
le stelle che brillano la notte.
Non
restare a piangere sulla mia tomba.
Non
sono lì, non dormo.
Simona
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