sabato 5 maggio 2018

Nuova piattaforma blog per la Merlina! BUROLANDIA.WORDPRESS.COM

Cari follower, cari lettori ci siamo trasferiti su WORDPRESS. Ci permetterà di gestire meglio i commenti, le visualizzazioni su smartphon ed essere più belli :-P

Venite a trovarci su:  burolandia.wordpress.com anche da smartphone.
 

E per inaugurare il nuovo sito, proponiamo un concorso fotografico!!!  Mandateci le vostre foto più belle di Burolo, le pubblicheremo tutte e la più bella sarà utilizzata come sfondo della pagina. Come premio un bacio da un membro della redazione a vostra scelta :-P

 

venerdì 27 aprile 2018

Serate appetitose

SERATE “APPETITOSE” PRESSO IL SALONE ALBATROS
( mezzo secolo di Burolo nella DOC)

In occasione del 50° della DOC dell’Erbaluce di Caluso e Carema, il Comune di Burolo ha voluto ricordarne la propria entrata con due belle iniziative.
Giovedì 12 aprile una degustazione “laboratorio” di 4 rinomati Passiti di Erbaluce, abbinati ai formaggi erborinati. Si ricorda che da sempre Burolo è uno dei paesi della DOCG che si distingue per la bontà del Passito, premiato nei tempi come migliore, per ben tre volte.
La serata, è stata organizzata con la collaborazione della Sig.ra Loredana Aprato, responsabile del Club Papillon, Mario Zanotti Docente Scuola Alberghiera e Domenico Tappero Merlo, Sommelier e conoscitore dei vini del territorio.
La seconda, svoltasi sabato 14, è stata una serata enogastronomica con due prodotti tipici di due territori piemontesi.
Per l’occasione, quindi, si è creato un gemellaggio tra Comune e Pro Loco di Burolo, Comune di San Germano Vercellese e La famija Sangermaneisa.
I cuochi di quest’ultima hanno preparato il piatto tipico del territorio vercellese LA PANISSA con il riso prodotto principale della cucina locale, riso che, per l’occasione, è stato abbinato all’Erbaluce vino tipico del nostro territorio.
In sinergia con la Pro Loco di Burolo che ha preparato alcuni piatti tipici i numerosi partecipanti alla serata hanno potuto deliziare il palato con:
Salam e Salam Patata
Acciughe al verde
Lingua in salsa rossa
Panissa vercellese
Tomini elettrici
Dolce d’la Famija Sangermanense
Turcit e Paste d’Melia
Caffè con stisa
E ovviamente Erbaluce di Caluso

Un grazie al Presidente del Consorzio di tutela dell’erbaluce DOCG di Caluso e del Carema e Canavese DOC, Sig.ra Caterina Andorno, che ha supportato e patrocinato i due eventi Burolesi.
Un ringraziamento a tutti i cuochi che si sono adoperati per la riuscita della serata e a tutte le persone che hanno avuto l’idea di ricordare il mezzo secolo di Burolo nella DOC.
I buon gustai aspettano con impazienza il prossimo evento enogastronomico.

Simona Ottino

mercoledì 25 aprile 2018

A BUROLO TENNIS TUTTO L’ANNO




È stato sicuramente un esperimento ben riuscito, quello proposto dall’Amministrazione Comunale del Sindaco Franco Cominetto.
Dopo il successo estivo del campo da tennis di Burolo attualmente gestito da Franco Lot, tennista esperto che ormai da diversi anni si dedica alla cura del medesimo con passione e dedizione, era nata l’ipotesi di dare la possibilità ai giocatori dell’utilizzo del campo anche nei mesi freddi, quando temperature rigide e maltempo non lo avrebbero permesso.
Non è stato facile, dati i costi elevati, ma grazie al contributo della Regione Piemonte, nel mese di febbraio è stato installato il pallone di copertura.
Una scommessa non priva di rischi, considerato che comunque febbraio è vicino all’approssimarsi della primavera e del bel tempo.
La spesa per l’installazione e la manutenzione della copertura del campo è infatti elevata, e in soli tre mesi si è voluto fare una sorta di esperimento, per vedere se installarlo successivamente già nel periodo autunnale.
Una scommessa certamente vinta, perché l’affluenza al campo da tennis è stata altissima, oltre ogni aspettativa, grazie anche al prezzo agevolato di 18€ all’ora.
La bellezza e la tranquillità del luogo, da sempre apprezzati, e la scarsità di strutture simili sul territorio, hanno portato i tennisti, fra cui anche diversi maestri con i loro piccoli e grandi allievi, a raggiungere prenotazioni anche per dieci ore al giorno.
Visto l’arrivo del caldo in anticipo sui tempi, e le conseguenti temperature troppo elevate all’interno del pallone, si è deciso di scoprire il campo, dando il via alla stagione primaverile ed estiva, in attesa di bissare il successo anche nei mesi autunnali e invernali.
Buon tennis a tutti gli appassionati!

Alessandro Ottino e Simona Ottino



lunedì 16 aprile 2018

Il caso Facebook- Cambridge Analytica

Facebook, il leader dei Social Network, è nell’occhio del ciclone per due fenomeni che riguardano il cuore delle sue attività: l’utilizzo irregolare di suoi dati per campagne politiche aggressive e fraudolente e la scarsa tutela prestata alla protezione dei dati sensibili degli utenti.
Si tratta di due questioni di fondo per la vita democratica, nell’epoca di internet e dello strapotere delle aziende moderne informatiche, di cui Facebook è solo un campione esemplare. Pertanto, la discussione di questo caso e il come sarà risolto ci diranno molto sulla nostra libertà nel futuro delle nostre democrazie.
Il 16 marzo di quest’anno 2018, Facebook effettua una dichiarazione inaspettata, rivelando la sospensione dei suoi rapporti con la società inglese Cambridge Analytica, una società di analisi dati con fini politici, e con due psicologi con cui Facebook operava. Questa società è accusata di aver fraudolentemente utilizzato cinquanta milioni di dati anagrafici di utenti Facebook per le sue attività di consulenza elettorale (in seguito Facebook preciserà che i dati utilizzati fraudolentemente sono circa ottantaquattro milioni). Facebook, congiuntamente, riafferma con forza le proprie politiche di protezione dei dati degli utenti e le necessarie iniziative che verranno intraprese per rafforzare la loro tutela.
I fronti di guerra aperti con tale dichiarazione sono due: il primo implica le indebite intrusioni delle attività di Cambridge Anlityca nelle ultime elezioni Usa, a danno di Hillary Clinton, nonché nella Brexit, intrusioni avvenute tramite l’utilizzazione di dati Facebook. Ovviamente, il secondo fronte è costituito dal tema della sicurezza e della protezione dei dati dei suoi utenti.
Cambridge Analytica ha acquisito i dati e le procedure di talune ricerche psicologiche autorizzate da Facebook per scopi accademici, circa la possibilità di profilare le caratteristiche degli utenti analizzando le loro reti degli “Amici” e le loro preferenze (i “ mi piace”). I volumi dei dati coinvolti sono stati fraudolentemente estesi dal piccolo campione accademico alle decine di milioni realmente impiegati e questi dati sono stati inoltre utilizzati per i fini politici non autorizzati. La profilazione degli utenti è stata utilizzata per un marketing politico molto mirato. La campagna contro la Clinton è stata poi orchestrata per Cambridge Analytica da Steve Bannon, consigliere e stratega di Trump, il quale ha utilizzato in tale campagna fake news, informazioni scorrette e disinformazioni, lanciate anche attraverso canali internet non individuabili. Questa attività è ora oggetto delle interrogazioni politiche nelle varie sedi istituzionali.
Facebook ha preso la distanza da queste metodologie scorrette anche con un proprio rapporto interno dell’aprile 2017, in cui esamina la casistica di queste pratiche e indica come intende lavorare per prevenirle.
Per capire meglio come Facebook abbia perso il controllo su queste attività improprie, occorre conoscere un po’ meglio come funziona Facebook e la sua politica di sviluppo.
Facebook nasce nel 2004 e riscuote con la sua politica della connessione tra i suoi utenti un successo strepitoso. Nel luglio 2017, in Borsa, l'azienda supera un valore totale di mercato di 500 miliardi di dollari.
Oggi gli utenti di Facebook raggiungono i due miliardi nel mondo. Le anagrafi degli utenti sono connesse dai due reticoli degli “amici” e delle preferenze manifestate dagli utenti stessi. Si tratta di 100 miliardi di Amicizie, di 250 milioni di foto caricate al giorno, di circa 3 miliardi di “mi piace” o commenti caricati quotidianamente. Attualmente il centro dati di Facebook conta più di 100 pentabytes di foto e video.
Per facilitare queste connessioni e per ampliare i servizi da offrire agli utenti, Facebook ha esteso l’accesso ai suoi dati a molti sviluppatori terzi, che hanno creato molteplici applicazioni d’interesse degli utenti. Ad esempio, Facebook consentiva di caricare nelle anagrafi i numeri di telefono o gli indirizzi email degli utenti stessi. Altre applicazioni informavano gli utenti degli Eventi di loro interesse. Le iniziative di profilazione psicologica facevano parte anche di tale politica.
Non si è badato molto a verificare se tali applicazioni utilizzassero i dati degli utenti con il loro consenso o meno e, man mano, si è perso il governo del fenomeno, poiché anche il controllo di tale attività è stato assai scarso se non inesistente. Già nel 2010 ricercatori della Penn State University avevano registrato che solo 148 delle 1800 principali app usate su Facebook chiedevano il permesso per l’accesso ai dati degli Amici di chi le usava.
Oggi lo stesso Zuckerberg si è pentito: "Credo davvero che all'inizio avessimo questa visione molto idealista su come la portabilità dei dati avrebbe consentito una serie di nuove esperienze", ha confessato a Wired nelle scorse ore, "ma credo che il feedback ricevuto oggi dalla nostra community e dal mondo sia che la privacy e la sicurezza dei dati siano più importanti di rendere semplice l’utilizzare più dati e avere tipi di esperienze diverse". La consapevolezza, cioè, che si è trattato non di un "data breach", ma di un "breach of trust": non una violazione informatica, ma della fiducia degli utenti.
Giovanni de Witt

giovedì 5 aprile 2018

Intervista a Franco Cominetto, Sindaco di Burolo

La corsa dei primi quattro anni, tra salite e discese

Franco Cominetto è al suo primo mandato e gli abbiamo chiesto quali sono stati i momenti più difficili e quali invece le soddisfazioni.
I primi mesi sono stati molto impegnativi, perché tutto era nuovo e non c'è stato un “passaggio di
consegne ” da parte del suo predecessore Ma ci ha raccontato di averli superati con soddisfazione grazie all'aiuto del Segretario, dei dipendenti comunali e del Vice Sindaco.
Un'altra grande difficoltà è stata rappresentata dai tagli ai trasferimenti statali e regionali ai comuni, quasi 240 mila euro in quattro anni e la vera sfida è stata quella di mantenere i servizi senza aumentare i tributi locali. Il rapporto con i Burolesi che pensano che anche la pressione dell'acqua di casa sia competenza del Sindaco, ma anche la soddisfazione di essere al centro di una comunità. Chi usa toni forse troppo saccenti e chi invece è più disponibile al dialogo, insomma c'è di tutto un po'.
Proprio sul tema della comunicazione con i cittadini gli abbiamo chiesto cosa è stato fatto fino ad ora. Ci ha ricordato che c'è la possibilità di iscriversi alla mailing-list del comune lasciando il proprio indirizzo e-mail in municipio, così come la possibilità di attivare gratuitamente Alert-system. Comunicando il proprio numero di telefono si riceverà tramite una registrazione vocale l'avviso di possibili interruzioni dei principali servizi comunali.
Abbiamo poi parlato delle opere pubbliche realizzate. Sono stati demoliti i muri di contenimento del ponte sul rio Reale alla Maddalena e ricostruiti i vecchi muri che, per un tratto prima del ponte, bordavano la strada. Questi interventi non sono costati un euro alle casse comunali, perché finanziati interamente dalla regione con i contributi delle passate alluvioni.
Rimane ancora sospesa la querelle giudiziaria con la SMAT per la gestione dell'acquedotto comunale. Burolo non vuole correre il rischio che la sua acqua perda la purezza e aumenti il costo per i contribuenti in una gestione aziendale di SMAT. Le pratiche sono al momento ferme per lungaggini burocratiche. Confidiamo in questi ritardi per goderci la nostra ottima acqua.
La fine dell'anno vedrà finalmente l'approvazione definitiva del nuovo piano regolatore, che è in gestazione ormai da quasi dieci anni. Ereditato dalle amministrazioni precedenti, il Sindaco ci assicura che dopo un lungo confronto con la regione, finalmente arriverà al traguardo.
L'abbattimento dell'edificio abusivo in Via Garibaldi è stato possibile dopo un lungo e complesso iter burocratico, iniziato già dalle amministrazioni precedenti. Il piccolo ecomostro troneggiava nel centro storico del paese, deturpandolo, ora al suo posto ora sorge una piazzetta con due posti auto e un giardinetto con due panchine. La piazzetta verrà inaugurata e intitolata ai “Musici Burolesi”.
I rapporti con i Sindaci dei comuni limitrofi sono buoni, ma il giudizio di Franco Cominetto sulla “Unione della Serra” non è molto positivo. I servizi in condivisione sono pochi e non vi è per il futuro in progetto la condivisione di altri. Lo Stato incentiva l'accorpamento di più comuni concedendo cospicui contributi. Il nostro Sindaco non ritiene praticabile questa via perché rischierebbe di far perdere l'identità storico-culturale ai burolesi. Ricorda che la divisione di Burolo da Bollengo, precedentemente uniti dal regime fascista, ha permesso alle due amministrazioni di crescere autonome e indipendenti senza difficoltà. Abbiamo anche affrontato il doloroso tema del trasferimento della scuola elementare ad Albiano, resa inevitabile dal fatto che a Burolo i bambini non erano sufficienti per tenerla aperta. Le pluriclassi non erano una soluzione e Bollengo non aveva posti disponibili. L'edificio è ormai da poco più di un anno e mezzo utilizzato, in comodato d'uso, dalla associazione “Sillaba”, che ha una convenzione con ASL. Pagano luce, gas e accolgono gratuitamente alunni di Burolo che dovessero avere bisogno dei loro servizi. L'associazione Sillaba si occupa di aiutare bambini con problematiche diverse e la loro professionalità sembra ormai molto apprezzata dalle famiglie del territorio.
Dal punto di vista finanziario questi quattro anni di amministrazione non hanno visto grosse problematiche, non vi è stato neppure bisogno di rinegoziare i mutui ancora attivi e si è sempre chiuso in pareggio. Un po' diversa la situazione del personale, perché purtroppo non si potrà sostituire Diego , stimato cantoniere, mancato pochi mesi fa. La normativa nazionale non lo permette e anche la sostituzione del personale in maternità o in malattia è sempre molto critica, perché i costi ricadono completamente sulle casse comunali e non c'è contribuzione da parte dell'INPS.
Avremmo voluto fare ancora tante domande, ma il tempo è volato. Se però l’articolo vi è piaciuto, scriveteci e torneremo per una seconda puntata!

Giovanni Repetto
Ennio Mucelli

mercoledì 21 febbraio 2018

M'illumino di meno a Ivrea...


De.C.O per i fagioli grassi


Sulle locandine che annunciavano le manifestazioni in occasione del Carnevale del 28 gennaio oltre al logo del Comune e a quello dei fagiolari ne è comparso un nuovo: quello della De.C.O
Come mai questa novità?
Dopo l’approvazione da parte del Consiglio Comunale dell’istituzione del registro comunale De.C.O. è stata avviata da parte dell’Amministrazione la procedura per il riconoscimento di questo piatto tipico della tradizione carnevalesca.
Procedura molto lunga e laboriosa che ha avuto inizio nel 2016 e che ha richiesto in primis la ricerca di notizie inerenti la storicità di questo piatto per la popolazione burolese.
Eccone un breve estratto.
L’inizio della Storia dei fagioli grassi a Burolo con la relativa festa del Carnevale non è nota. Sicuramente dopo il 1600 quando il Paese passò definitivamente sotto il dominio dei Savoia e probabilmente alla fine del 1800, come da memoria storica della sig.ra Cominetto Maria ved.Chiej centenaria Burolese, che nei suoi ricordi da sempre ha sentito parlare i genitori e gli anziani di questo piatto caratteristico.
La raccolta dei fagioli veniva organizzata a Burolo da un Comitato che, 15 giorni prima della data fissata per la festa, accompagnato dalla Banda Musicale passava per le case a raccogliere vino, salami, lardo, ossa derivate dalla lavorazione del maiale e ovviamente fagioli”.
Non solo storia, ma anche ingredienti, preparazione e cottura sono stati dettagliamente descritti nella richiesta.
Ultimo, ma per questo non meno importante, il logo: la scelta fatta è stata quella di utilizzare l’antico simbolo di Burolo proprio per ricordare meglio le tradizioni.
È stato, inoltre, necessario, istituire una commissione formata dai signori Doriano Regruto (chef e presidente dell’Associazione Ristoranti della tradizione canavesana), Adriano Albi (esperto e conoscitore della cucina burolese), Andrea Gannio Vecchiolino (consigliere comunale), Loredana Aprato (delegata Club Papillon Ivrea e Canavese ) che valutata la domanda pervenuta dal Presidente del gruppo fagiolari di Burolo ha espresso parere favorevole al piatto tipico proponendone alla Giunta l’iscrizione al registro.
La De.C.O. non deve essere confusa con marchi quali DOP o IGP, ma è comunque un riconoscimento di qualità, certificazione e di attestazione di un forte legame tra questo prodotto culinario e il territorio comunale.
Burolo risulta essere il primo Comune del Canavese ad avere un riconoscimento di questo tipo.
Un valore aggiunto per il Nostro paese che permette di promuovere il nome di Burolo come richiamo verso un turismo di nicchia che ama queste particolarità.
Un grazie al gruppo dei Fagiolari che con la loro maestria ogni anno rinnova la tradizione di questo straordinario piatto di origine contadina, molto gustoso, ideale da assaporare per far riscoprire i ritmi lenti della vita.
Arrivederci alla prossima fagiolata!

Simona Ottino e Monica Billia

mercoledì 14 febbraio 2018

Con tutti i poveri che abbiamo...

Non so se è capitato anche a voi in qualche mattina d’autunno- inverno di vedere nel cielo vaste striature biancastre in direzione di Novara. Un ascia lunga e stretta, come binari, che percorre molti chilometri, distesa sulla pianura per poi disperdersi.
Più volte l’ho guardata incuriosito, mentre camminavo speditamente tra le colline e mi son chiesto cosa potesse mai essere. Una nube? Impossibile; un aereo a reazione, neppure, troppo larga ?… e invece si ho scoperto che si trattava proprio di un aereo a reazione ma non passeggeri, era il famigerato cacciabombardiere F 35.
Quella scia biancastra che a prima vista poteva avere persino un tratto poetico, in realtà era un enorme uccello di morte incombente sulla pianura che da qui si vedeva così bene: l’aereo evidentemente faceva esercitazioni.
Quando ho capito di cosa si trattava mi son venuti foschi pensieri: ma l’Italia non “ripudia la guerra” a mente della nostra Costituzione? E questi sono assolutamente aerei offensivi, come le portaerei di cui già ci fregiamo.
Con tutta i poveri che abbiamo ci prendiamo il lusso di spendere decine di miliardi non solo per comprarli ma per mantenerli. Quanti bambini potremmo nutrire curare con un’ora di volo di un F35 visto che vale tra i 60 e 70 mila Euro?
Eppure quasi nessun partito si oppone a questo scialo di denaro e di morte.

Luigi Giario



venerdì 2 febbraio 2018

E' solo un gioco

Ventiquattro ore senza spendere nulla. Potrebbe essere un modo di iniziare questo nuovo anno. Perché no, mettersi alla prova, capire quanto siamo liberi nel fare i nostri acquisti o quanto le condizioni esterne, mode, pubblicità, influenzano il nostro modo di vivere.
Ventiquattro ore senza spendere nulla credo sia impegnativo ma stimolante per comprendere i bisogni autentici e quelli indotti. Si sa che viviamo nella cosiddetta società dei consumi, nel senso che se non si consumasse si fermerebbero le produzioni di beni, chiuderebbero le aziende e molti lavoratori perderebbero la loro fonte di reddito, non pagherebbero più le tasse e si impoverirebbe anche lo stato. Insomma la dinamica è un po' questa.
Allora perché suggerire questo giochino delle ventiquattro ore senza acquisti. Se ci limitassimo a una giornata all'anno a titolo simbolico non succederebbe niente sul piano economico, ma si troverebbe più tempo da dedicare agli amici, ai familiari, si potrebbe leggere e guardarsi intorno.
In realtà penso che si dovrebbe andare oltre, alla ricerca di una vita più semplice, di una maggiore sobrietà. Per mantenere questi livelli di vita le nostre società devono produrre molti beni e per produrre molti beni c'è bisogno di tanta energia. Le materie prime per la produzione di energia, che l'uomo prende dalla natura, non sono infinite e la popolazione mondiale tende a crescere velocemente.

 
Il modello economico in cui noi viviamo, molto diffuso nel mondo ha creato benessere a livelli diversi, ma dobbiamo anche dire che accentrando la ricchezza nelle mani di pochi ha anche procurato una grande povertà. I livelli di consumo raggiunti in grandi aree del pianeta si stanno dimostrando incompatibili con l'ecosistema. I cambiamenti climatici dovuti al surriscaldamento dell'atmosfera e degli oceani stanno procurando danni immensi e cambiamenti epocali.
E' evidente che tutti questi temi meritano di essere approfonditi, ma voglio condividere con voi alcune riflessioni.
Quando da ragazzo mi avvicinai alla politica avevo una vaga idea della giustizia, dei rapporti fra gli uomini e di come io li desideravo. Nei partiti trovavo in ognuno la difesa di determinati interessi, chi si ispirava al mondo del lavoro e chi invece esaltava le differenze e le varie opportunità della democrazia e delle libertà individuali. Sentivo già allora un maggior interesse per le questioni che riguardavano l'intera umanità che non quelle del singolo.
Siamo tutti disposti ad ammettere che la nostra libertà finisce dove inizia quella di un'altro, ma limitiamo per lo più questo concetto al massimo dentro i confini nazionali.
Non solo le guerre, la fame, i regimi dittatoriali, ma anche le nuove condizioni climatiche sono motivo di grandi migrazioni. Oggi divido il mondo in pance piene e pance vuote e finché c'è una pancia vuota vuol dire che ancora non c'è giustizia.
Produrre sempre di più per mantenere i nostri livelli di vita accelera il consumo delle risorse e quindi l'impoverimento del pianeta. Le energie alternative e pulite, da sole non sono sufficienti. Ancora oggi le questioni drammatiche che ho citato inducono a cercare delle risposte. Nella testa di chi governa il mondo pare non vi sia posto per queste problematiche, l'ottica è sempre quella di puntare ad una maggiore crescita, per uscire dalle crisi sempre più frequenti e durature. Quello che però si prefigura è un maggiore precariato e forme di lavoro che somigliano sempre di più a una nuova schiavitù.
La critica all'economia in quanto modello, la critica alla tecnologia e al cosiddetto progresso, la critica al monopolio, alla finanza, sono sempre benefiche.
Occorre diffidare di un certo ottimismo di buon mercato, di chi se ne serve magari anche in buona fede spacciandosi per neutrale. Nulla è neutrale, per la semplice ragione che tutto è prodotto dall'uomo. Tutte le ricerche dell'uomo hanno carica positiva e negativa in rapporto alla funzione per cui sono nate. Voglio dire che criticare le armi ancora non comporta una implicita critica alla guerra. Il rapporto fra l'aspetto positivo e negativo è sempre assai complesso, ma c'è ed è bene ricordarsene sempre. Sembra si sia costruito un fronte unico in favore della tecnica, dei monopoli, della pseudoscienza dell'economia e delle sue regole.
Nella critica a questa apparente armonia sarebbe insufficiente attaccare un aspetto senza aggredire anche l'altro. Bisogna sempre essere molto attenti nell'esaminare come le conquiste della moderna tecnologia possono essere volte a beneficio dell'uomo, o contengano un potenziale regressivo. Accettare senza riserve il progresso tecnologico è sempre pericoloso. Gli strumenti e i metodi produttivi si devono vagliare non solo in funzione del loro uso, ma dalle ripercussioni e dall'impatto che possono determinare a livello sociale.
Ennio Mucelli

domenica 7 gennaio 2018

CIAO DIEGO



Il 2017 si è chiuso con una grande tristezza nel cuore di tantissimi Burolesi.
Il 31 dicembre Diego Maniscalco ci ha lasciati.
Dipendente Comunale da più di 30 anni, Diego si è sempre contraddistinto per la sua serietà e puntigliosità sul lavoro, ma quello che spiccavano in lui erano la generosità, l’altruismo, la sua disponibilità verso tutti, il senso del bene comune.
Anche se negli ultimi anni la malattia lo aveva messo alla prova duramente, ha sempre cercato di combatterla con grande forza d’animo e volontà e fino a quando le forze glielo hanno permesso non ha mai fatto mancare il suo apporto lavorativo.
Di Diego c’è un ricordo bello in ogni persona che lo ha incontrato e non potrebbe essere diversamente. In chi lo ha conosciuto, in chi gli ha lavorato quotidianamente accanto c’è una parte dell’aspetto umano di Diego che porterà sempre nel cuore.
Il mio personale è il ricordo del compagno di scuola prima, successivamente del genitore attento nel seguire la crescita e le esigenze di Mirko, del collaboratore prezioso nel risolvere i “guai” a scuola. Sempre discreto nell’operare e nel trovare il momento più opportuno per svolgere il suo lavoro senza disturbare l’attività scolastica.
Diego, mancherai a tantissimi, ma le persone non si perdono mai se le hai nel cuore perché nessuno muore sulla Terra finché vive nel cuore di chi resta. Abbiamo perso la tua presenza, ma ciò che ci hai lasciato, quello non lo perderemo mai.


Ciao Diego, ti salutiamo con questo Canto Navajo

Non restare a piangere sulla mia tomba.
Non sono lì, non dormo.
Sono mille venti che soffiano.
Sono la scintilla diamante sulla neve.
Sono la luce del sole sul grano maturo.
Sono la pioggerellina d’autunno.
Quando ti svegli nella quiete del mattino…
Sono le stelle che brillano la notte.
Non restare a piangere sulla mia tomba.
Non sono lì, non dormo.


Simona