Si parlerà poi più ampiamente di questa iniziativa del gruppo di redazione del giornalino di Burolo "Merlina"
Due luglio, rappresentazione itinerante di una favola per le vie del paese. Ora a caldo alcune riflessioni di un "orco".
C'erano tanti bambini con i propri genitori e i nonni. Quelle grida, quegli sguardi eccitati, li ho ancora nelle orecchie e nella mente.
E' incredibile la potenza, la forza del ricordo della nostra infanzia. Sono obiettivamente passati tantissimi anni, ma il ricordo rimane indelebile. forse la misura del tempo non è il giorno, l'anno, l'ora, ma la passione, la gioia, l'incertezza, il timore, la tenerezza, l'ingenuità, la curiosità. L'infanzia conteneva tutte queste emozioni, ma indipendentemente da come si sono vissute, rimangono dentro di noi, come volessero guidare la nostra esistenza. Non ho nessun dubbio, l'infanzia è un "valore" e come tale va protetto.
Sono nonno da tanti anni e i miei meravigliosi nipoti Emma e Oscar hanno ormai sedici e diciotto anni e vivono lontani da Burolo.
Ieri l'orco e l'orchessa si sono trovati circondati dalla gioia di quei bambini, Erano tanti e molto determinati, hanno invaso il cortile, avevano fretta, dovevano trovare Merlina e Morgana. Le hanno poi trovate verso sera al compimento di un percorso. Mi sono sentito un po' orco e un po' nonno, i bambini sono eccezionali.
Non credo che in una società così complessa si possa essere felici, credo però che si possano avere dei momenti di felicità e ieri sera io ero felice.
Ennio Mucelli
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